Sicurezza

Ammortizzatori stanchi: come riconoscerli alla guida

Gli ammortizzatori sono tra i componenti più sottovalutati dell'auto. Non fanno rumore quando funzionano bene, non hanno una spia dedicata sul cruscotto e il loro degrado è così graduale che ci si abitua senza accorgersene. Eppure sono loro a tenere le ruote a contatto con l'asfalto, e quando cedono la sicurezza della frenata e della tenuta di strada ne risente parecchio.

Il primo segnale a cui fare attenzione è il dondolio. Se dopo aver superato un dosso o una buca la macchina continua a oscillare su e giù per qualche istante invece di stabilizzarsi subito, gli ammortizzatori non stanno più smorzando come dovrebbero. Un altro campanello d'allarme è la frenata: se lo spazio di arresto si allunga, o se durante una frenata brusca il muso dell'auto si abbassa in modo esagerato, è probabile che gli ammortizzatori anteriori siano da controllare.

  • Rollio in curva: l'auto si inclina più del normale anche a velocità moderate.
  • Rumori metallici: colpi secchi o cigolii dalle sospensioni su strade dissestate.
  • Usura irregolare degli pneumatici: consumo a chiazze o più marcato su un lato del battistrada.
  • Perdite d'olio: tracce oleose visibili sul corpo dell'ammortizzatore.
  • Vibrazioni al volante: soprattutto su asfalto sconnesso o in autostrada.

C'è anche un test empirico che si può fare a motore spento: premere con forza su un angolo della carrozzeria e rilasciare di scatto. Se l'auto rimbalza più di una volta prima di fermarsi, è un indizio che gli ammortizzatori sono da verificare. Non è un test definitivo, ma aiuta a capire quando conviene fare un controllo più approfondito in officina.

Dal punto di vista della legge italiana, gli ammortizzatori vengono verificati durante la revisione periodica insieme a tutto l'assetto delle sospensioni, ma un difetto conclamato può essere rilevato molto prima dal meccanico, in occasione di un tagliando o di un controllo mirato. Non conviene aspettare la scadenza della revisione se si notano già i sintomi elencati sopra: guidare con ammortizzatori esausti significa avere meno aderenza in frenata, meno stabilità in curva e più stress su altri componenti come pneumatici, boccole e bracci delle sospensioni, che finiscono per usurarsi prima del previsto.

In genere gli ammortizzatori si sostituiscono in coppia, per assale, così da mantenere un comportamento omogeneo tra le due ruote. La durata media varia molto in base allo stile di guida e allo stato delle strade percorse, ma indicativamente si parla di 80.000-100.000 km, con controlli periodici a partire dai 60.000 km.

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